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Intervista al Presidente Piero Salvini

Luciana Guidotti, di Italia Imballaggio, ha intervistato Piero Salvini, Presidente di ALTECH azienda nata nel 1991 in provincia di Milano.
Intervista al Presidente Piero Salvini

Chi costruisce sistemi per l’etichettatura opera in un mercato estremamente dinamico. Sono anzitutto cambiati i significati attribuiti all’etichetta, ora sempre più intelligente e comunicativa, decorativa ma anche mezzo per garantire la sicurezza.

Di concerto, le macchine che provvedono all’applicazione automatica delle etichette devono sapersi adeguare alle richieste espresse dal marketing e dalla distribuzione dei prodotti di largo consumo, dai responsabili dell’automazione e della logistica.

Cosa distingue ALTECH dagli altri produttori di sistemi per l’etichettatura?

ALTECH nasce come fisiologica conseguenza di un’attività manageriale svolta in prevalenza nel settore dell’etichettatura. Le circostanze, la disponibilità di alcuni valenti collaboratori, la presenza stimolante dei figli motivati a seguirmi nell’impresa, mi hanno indotto a intraprendere questa avventura.

Una nostra peculiarità è il saper ascoltare, valutare e realizzare in tempi brevi ciò che si deve fare. Siamo ancora relativamente piccoli, e dunque flessibili.

Poi abbiamo distributori (magari dieci volte più “grandi” di noi) che ci suggeriscono lo sviluppo di nuovi prodotti, la copertura di nuovi mercati, le fiere a cui partecipare... Veri partner, insomma, che ci assistono e ci sono vicini, sia nello sviluppo tecnologico, sia in quello commerciale. Ci aiutano a crescere, e loro crescono con noi.

Che cosa le piace di più e cosa le piace di meno della sua attività?

Mi piace percepire la soddisfazione dei clienti, alcuni dei quali arrivano ad esprimerla apertamente. Facciamo buoni prodotti a buoni prezzi, offriamo soluzioni intelligenti e, soprattutto, forniamo un servizio pronto, puntuale e sensibile alle loro esigenze. Il merito è tutto dei nostri collaboratori, e per questo mi considero fortunato.

A parte i problemi di gestione quotidiana, da ricondurre alla dialettica interna a ogni organizzazione, direi che non c’è nulla che davvero vorrei cambiare nella mia società.

Quali sono i fattori interni ed esterni che hanno avuto l’impatto maggiore sul business della sua impresa negli ultimi tempi?

Sul fronte interno, il cambio di sede ci ha dato stimoli positivi. Siamo inoltre fiduciosi che i recenti sforzi per migliorare la nostra comunicazione on line ci aiuteranno a sviluppare new business all’estero.

In relazione alle influenze esterne, da un lato abbiamo tratto giovamento dall’evoluzione in atto nel nostro comparto specifico:

  • sviluppo dell’identificazione automatica e dell’etichettatura dei pallet
  • maggiore richiesta di decorazione e informazione tramite l’etichetta autoadesiva
  • aumento della domanda globale di automazione
  • incremento dell’interesse verso le sleeve termoretraibili per decorare e sigillare i prodotti
  • crescente sensibilità del mercato verso i problemi della sicurezza, che ha indotto a cercare soluzioni antivìolo, anticontraffazione, antieffrazione, per i quali l’etichetta rappresenta spesso una soluzione efficace.

Dall’altro, i fattori macroeconomici e politici sono invece stati spesso di freno alla crescita. La scarsa “vitalità” europea non ha certo giovato alle imprese che, come la nostra, hanno in Europa il loro primo mercato di sbocco.

Inoltre l’alto tasso di cambio dell’Euro ha gravato sull’esportazione di macchinari verso paesi extraeuropei.

Infine…  il mercato del lavoro che in Italia è “ingessato”. Anche questo ha ripercussioni sulla competitività e non consente quel ricambio salutare che dovrebbe esistere in ogni economia di mercato.

Quali caratteristiche ha l’innovazione tecnologica nel vostro settore?

Quando si parla di etichettatrici, per innovazione posso intendere:

  • la capacità di soddisfare la richiesta di etichettare un prodotto dalla forma nuova che porta allo sviluppo di dispositivi particolari e innovativi (in questo senso, per noi, l’innovazione è attività quotidiana)
  • l’aggiornamento dei sistemi di controllo e delle parti standard dei nostri prodotti (attenzione costante agli sviluppi della componentistica, alle prestazioni, all’ergonomia, all’affidabilità e alla facilità di utilizzo).

Abbiamo imboccato la strada di una standardizzazione relativamente spinta di prodotto e dei suoi componenti, curiamo il dettaglio estetico, la scelta dei materiali e il loro trattamento, la sicurezza, la compattezza e modularità della macchina.

Quali sono i vostri nuovi obiettivi?

Intendiamo ampliare la copertura commerciale dei paesi nei quali non siamo presenti, attraverso la ricerca di nuovi distributori.

Puntiamo poi allo sviluppo tecnologico dei prodotti esistenti, alla costante ricerca di maggiore ergonomia, prestazioni, affidabilità, ma intendiamo sviluppare nuovi prodotti per particolari nicchie di mercato (per quanto riguarda, per esempio, la tracciabilità dei prodotti farmaceutici).

Infine, la collaborazione con i costruttori di macchinari per l’imballaggio da incrementare ulteriormente in tutte le situazioni in cui l’etichettatrice è un “accessorio necessario”.

A quale realtà paragona la sua azienda?

Se mi è consentito un paragone “automobilistico”, fatte ovviamente le opportune proporzioni, mi piace considerare ALTECH una Toyota delle etichettatrici: trasparente ed efficiente nel rapporto col cliente, con prodotti affidabili, che mantengono le promesse.

Fonte: "Italia Imballaggio"